Conosciuto con il soprannome “Giga“, per il suo essere un giagante buono, Matteo De Zaiacomo a soli 30 anni è già uno dei massimi esponenti dell’alpinismo italiano di alto livello, per via delle sue innumerevoli spedizioni alla volta delle pareti più ostili e verticali che ci siano nei quattro gli angoli del mondo.

“Ho iniziato ad arrampicare a zero anni” ha spiegato scherzosamente Matteo. “I miei genitori, soprattutto mio padre, sono sempre stati appassionati scalatori ed un giorno, al termine di un’arrampicata, hanno scoperto che sarei venuto al mondo. Quando sono venuto alla luce ero quindi già uno scalatore brevetto”.

La vera passione per l’arrampicata nasce però all’età di circa 10 anni quando, dopo essersi infortunato a calcio, decide di seguire il padre alla volta delle pareti alpine.

Gli anni passano e Matteo inizia a cercare sfide sempre più stimolanti ed impegnative. A circa 20 anni viene infine contattato da Luca Schiera, anch’egli giovane scalatore in cerca di sfide, che gli propone di andare in Kirghizistan, più precisamente nella valle di Ak-su, dove riescono ad arrampicarsi per diverse vie e ad aprirne delle nuove. “Pur essendo lontano centinaia di chilometri da casa, appena ho visto le pareti il mio istinto ha capito immediatamente come le avrei dovute affrontare perchè molto simili ad esperienze già vissute in passato”. In quel momento De Zaiacomo capì che non voleva perdere tempo e sfruttare la giovane età e l’energia per eseguire una spedizione l’anno così da migliorarsi sempre di più.