Chiara Todesco , giornalista con gli sci ai piedi, collaboratrice de La Stampa, con il libro Calore di lana e profumo di resina ci consegna il ritratto di 13 donne che hanno scelto la montagna come ragione, professione o luogo di vita.

Sono alpiniste e guide alpine (e vulcanologiche!), imprenditrici del legno e della lana, pastore, film maker, custodi del bosco o delle lingue minori, coltivatrici di rose in alta quota, mediche appartenenti al soccorso alpino.

13 donne per 13 storie e 13 montagne fra Alpi e Appennini, Himalaya e Sud America.

Una carrellata che sorprende perché ci dice che niente è precluso alle donne, se non i pregiudizi e, a volte, le leggi (degli uomini). 

Insieme a Chiara il Festival ospita 2 di queste donne: Serena Fait, classe 1956, aspirante guida nel 1981, guida alpina nel ’95, ora guida alpina emerita. Nata e cresciuta tra la Valmalenco, Livigno e Sondrio, dove risiede tuttora con il marito Mariolino Conti (forte alpinista, sua la prima salita alla Ovest del Cerro Torre).

Serena Fait
Silvana Stefanelli

Le sue ascese non si contano: dalle montagne di casa (nel 1977 ha salito in solitaria lo Spigolo Nord del Badile) alle grandi classiche dal granito del Monte Bianco al calcare delle Dolomiti e poi in giro per il mondo.

La sua grande passione è stato lo sci estremo dove ha toccato anche i 45 gradi di difficoltà.

E poi Silvana Stefanelli, nata a Napoli il 31 ottobre 1963. Comincia la sua attività lavorativa nel campo del turismo nel 1991 accompagnando gruppi in città e sulle bianche cime, per poi tornare fissa a Napoli nel 1999, e dare inizio alla sua avventura come guida vulcanologica del Vesuvio.

Da allora condivide con i tanti visitatori l’emozione dell’escursione sul vulcano quiescente da dove si può ammirare una delle viste più belle sul Golfo di Napoli.

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Foto di Pavel Danilyuk da Pexels