I passi montani, valichi che collegano valli e regioni separate da imponenti massi rocciosi, sono da sempre fonte di ispirazione per viaggiatori, scrittori e artisti.

Tino Mantarro, giornalista della rivista Touring, cresciuto tra le montagne della Valtellina, ha sempre cercato qualsiasi modo per “andare a vedere se di là è meglio”. Dove “di là”, nel suo caso, sarebbe tutto ciò che c’è oltre le vette che, come merlature di un castello, cingono Morbegno.

Tenendo fede a questo istinto, nella vita Mantarro si è trovato per diletto o per lavoro in cima a molti passi ai quattro angoli del globo. Molte di queste visite in alta quota sono finite nel suo “L’attrazione dei passi”, in cui pagina dopo pagina veniamo accompagnati in cima ad alcuni celebri passi, dall’Europa all’Asia profonda, e tra le loro storie, le storie della gente che li abito o li frequenta.

Come si fa a non pensare che ci sia qualche altro simile a te oltre quella griglia di vette, dove si nasconde il sole e da dove arriva la pioggia?” si chiede Mantarro. Ed effettivamente nello scorrere le pagine di questo libricino è via via più chiaro che la storia dei valichi è sempre storia di incontri, che i confini separano, ma allo stesso tempo uniscono, mettono in contatto persone, culture, idee e identità.

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Foto di copertina di Jan Kroon