Il Kutch è un’area del Gujarat, regione indiana ai confini con il Pakistan, dove abitano e da cui partono gruppi di pastori in migrazione. I Rabari nomadizzano in questi territori e si spostano lentamente per centinaia di chilometri alla ricerca di pascoli.

Anticamente allevatori di cammelli, oggi i Rabari migrano in piccoli gruppi composti da poche famiglie, le greggi e alcuni dromedari necessari per il carico e il trasporto delle masserizie: letti, oggetti per la cucina, abiti, culle. Le loro rotte annuali li portano a penetrare all’interno di un tessuto ambientale sempre più antropizzato, urbanizzato e industrializzato, che prevedono l’attraversamento di trafficati assi stradali e accampamenti a bordo autostrada.

L’antropologa Elena Dak e il fotografo Bruno Zanzottera presenteranno al Festival i frutti (una mostra fotografica e un libro) del lungo lavoro di ricerca e reportage svolto seguendo per due mesi alcune famiglie Rabari in migrazione tra la stagione secca e le piogge monsoniche. I due autori hanno viaggiato e condiviso il loro stile di vita, rendendosi conto di essere testimoni di un cambiamento epocale nell’India di oggi e di trovarsi probabilmente in cammino con una delle ultime generazione di nomadi di questa parte di mondo.

Questo lavoro rappresenta la prima puntata di un più vasto progetto sul Nomadismo nel XXI sec. Un progetto che non vuole essere un tentativo di riproporre una visione romantica del passato congelato nel tempo, ma una riflessione su come queste popolazioni riescano ad adattarsi ai cambiamenti – sociali, climatici, strutturali – sempre più veloci che stanno avvenendo sul pianeta. Un altro modo di guardare al tema dell’abitare, che lega come un fil rouge molti degli interventi del Festival delle Geografie 2022.


Fotografie/video – Bruno Zanzottera

Testi – Elena Dak

Mappa e locandina – Fabio De Poli

Progetto mostra – Rica Cerbarano

Progetto grafico – Jacopo Maggioni

Una produzione Parallelozero